Abbonamento Musei e la Valle d’Aosta: un 2025 in crescita

Il 2025 si è chiuso con risultati particolarmente significativi per il circuito Abbonamento Musei in Valle d’Aosta, confermando una tendenza di crescita che testimonia il rafforzamento della partecipazione culturale e il consolidarsi di nuove abitudini di fruizione del patrimonio regionale.

I dati presentati oggi nella conferenza stampa organizzata dall’Assessorato regionale all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie presso il MegaMuseo di Aosta evidenziano un incremento rilevante sia in termini di abbonamenti venduti sia di ingressi registrati nei siti aderenti. Nel corso dell’anno sono stati venduti 1.429 Abbonamenti Musei in Valle d’Aosta e si sono registrati oltre 83.000 ingressi nei musei del circuito, con un aumento del 22% rispetto al 2024. Si tratta di un segnale concreto di come la frequentazione dei siti culturali stia diventando parte integrante delle abitudini del pubblico di prossimità. A livello complessivo, sono oggi oltre 215.000 le persone in possesso della tessera Abbonamento Musei, che consente l’accesso a 31 siti culturali della regione, con una media di 6,7 musei visitati all’anno per abbonato.

Tra i luoghi maggiormente frequentati dalla comunità di abbonate e abbonati spicca il Forte di Bard con 26.000 ingressi, seguito dal Castello di Fénis (6.764), dal Castello di Aymavilles (5.502), dal Castel Savoia (5.487) e dal Castello di Issogne (5.114). Al sesto posto compare il primo sito non riconducibile al circuito dei castelli, il MAR – Museo Archeologico Regionale, con 4.427 ingressi complessivi tra sede espositiva e percorso archeologico, seguito dal MegaMuseo di Aosta, che ha superato i 4.000 ingressi, quasi raddoppiando i risultati già positivi del 2024 grazie a una programmazione culturale continuativa e capace di intercettare pubblici differenti lungo tutto l’arco dell’anno.

Nel corso della presentazione, la direttrice dell’Associazione Abbonamento Musei, Simona Ricci, ha sottolineato come i dati del 2025 confermino la solidità del percorso avviato nel 2019 con la Regione autonoma Valle d’Aosta, evidenziando la crescita costante della comunità di abbonati e la capacità del circuito di stimolare una fruizione culturale consapevole, continuativa e distribuita sull’intero territorio regionale.

L’Assessore regionale all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, Erik Lavevaz, ha rimarcato l’importanza strategica dell’investimento sulla partecipazione culturale dei residenti, quale leva per rafforzare il senso di appartenenza e sostenere al contempo un modello di sviluppo fondato sulla valorizzazione del patrimonio.

La dirigente della Struttura Patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali, Viviana Vallet, ha evidenziato il lavoro svolto in questi anni per migliorare l’accessibilità e la qualità dell’esperienza di visita, anche attraverso strumenti di approfondimento, visite guidate e sperimentazioni di nuovi linguaggi di storytelling, tra cui i podcast dedicati alla città di Aosta e al Castello di Aymavilles.

A chiudere i lavori è stata Ornella Badery, Presidente dell’Associazione Forte di Bard, che ha illustrato i numeri e l’evoluzione del polo museale in occasione del ventennale della sua apertura al pubblico. Il suo intervento ha ripercorso le tappe principali di crescita del complesso museale, evidenziando il ruolo strategico assunto dal Forte di Bard quale motore culturale e attrattore turistico di rilevanza nazionale e internazionale.

In questo contesto di crescita e rinnovato interesse verso il patrimonio culturale regionale si inserisce il progetto sperimentale promosso nel mese di maggio e giugno 2025 da ADAVA, “Aosta si svela”, che rappresenta un modello innovativo di integrazione tra cultura e sistema ricettivo. L’iniziativa ha messo in rete strutture alberghiere, guide turistiche e siti culturali del territorio con l’obiettivo di costruire un’esperienza integrata per l’ospite, coniugando soggiorno e scoperta consapevole del patrimonio storico e archeologico della città.

I risultati del 2025 confermano che la cultura, inserita in una visione strategica e integrata, rappresenta un fattore di sviluppo per l’intero territorio. La sfida per il 2026 sarà consolidare ulteriormente questo percorso, rafforzando le sinergie tra istituzioni, operatori culturali e sistema dell’ospitalità affinché il patrimonio valdostano continui a essere non soltanto visitato, ma pienamente vissuto.